Rimborso delle cure prestate da famigliari (§ 12 ordinanza d'esecuzione PC, Cantone di Nidvaldo)

Nidvaldo rimborsa alle persone beneficiarie di PC la perdita di guadagno dei famigliari che le curano — ma solo in caso di assegno per grande invalidità di grado grave o medio, unicamente per la parte non coperta dallo Spitex e previo coinvolgimento di una persona specializzata della cassa di compensazione.

Importi

Nidvaldo rimborsa, tramite le prestazioni complementari (PC), la perdita di guadagno subita dai famigliari che curano e assistono una persona beneficiaria di PC (§ 12 dell'ordinanza d'esecuzione della legge d'introduzione alla LPC). Il rimborso avviene al massimo in misura della perdita di guadagno della persona che presta aiuto; l'ordinanza non menziona alcun importo supplementare in franchi. Nidvaldo vincola però questa via più strettamente della maggior parte degli altri Cantoni: il § 12 esige espressamente che siano soddisfatte anche le condizioni del § 11 — la disposizione sul personale di cura assunto direttamente. Ne conseguono tre cose. In primo luogo, la persona assistita deve vivere a domicilio e percepire un assegno per grande invalidità di grado grave o medio. In secondo luogo, viene rimborsata solo la parte delle cure e dell'assistenza che un'organizzazione riconosciuta di cure e aiuto a domicilio non può prestare. In terzo luogo, va coinvolta una persona specializzata designata dalla cassa di compensazione: essa stabilisce natura ed entità delle cure, il profilo dei requisiti e l'importo massimo dell'indennità computabile — se non viene coinvolta o se le sue indicazioni non vengono rispettate, le spese non sono rimborsate. Una particolarità che nessun altro Cantone conosce: il rimborso presuppone inoltre che sia stato previamente chiarito un eventuale diritto a contributi per l'assistenza dell'AVS e dell'AI (§ 11 cpv. 4). Vale quindi la pena discutere questa via per tempo con la cassa di compensazione di Nidvaldo. Inoltre, la persona che presta assistenza non deve essere considerata nel calcolo delle PC della persona assistita — il che esclude di fatto il coniuge — e deve subire, a causa delle cure, una perdita di guadagno notevole e di lunga durata; né la durata né l'entità sono quantificate. Il rimborso rientra nel tetto massimo comune stabilito dal diritto federale per le spese di malattia e invalidità (art. 14 cpv. 3-5 LPC). Indipendentemente da ciò, i famigliari curanti possono anche farsi assumere da un'organizzazione Spitex (scheda separata).

Chi ha diritto in linea di principio

Tutti questi punti devono essere soddisfatti:

  • Lei interrompe o riduce la sua attività lucrativa per occuparsi della persona assistita.
  • Lei è imparentato/a o strettamente legato/a alla persona assistita (figlio, genitore, nonno, fratello o sorella, parenti acquisiti o convivente).
  • La grande invalidità è almeno di grado medio.
  • La persona assistita vive a domicilio (non in istituto).
  • Il patrimonio della persona assistita è inferiore a 100'000 franchi (persona sola) o 200'000 franchi (coniugi).
  • Le spese riconosciute della persona assistita (fabbisogno vitale, affitto, cassa malati) superano le sue entrate – oppure queste ultime le superano solo di poco.

Almeno uno di questi punti deve essere soddisfatto:

  • La persona assistita riceve una rendita AVS.
  • La persona assistita riceve una rendita AI.

Ente competente

Cassa di compensazione di Nidvaldo

Fonti

Stato: 24 luglio 2026

Che cosa offre in più il test

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